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A volte penso
che nessuno sappia davvero cosa sta facendo.
Ci svegliamo,
ci vestiamo,
facciamo progetti per anni
come se avessimo una direzione chiara.
Poi basta poco:
una canzone sentita per caso,
un odore da una finestra,
una frase detta male,
un silenzio improvviso —
e tutto dentro cambia posto.
Forse essere vivi è questo:
tentare di dare un nome alle cose
prima che spariscano.
Chiamiamo amore
la paura di perdere qualcuno.
Chiamiamo nostalgia
un momento
capito troppo tardi.
E intanto il tempo passa
senza fare rumore.
Le persone cambiano voce.
Le case diventano ricordi.
Un giorno
è l’ultima volta
che vedi qualcuno,
e non lo sai.
Forse è per questo
che continuiamo a cercare:
un posto,
una persona,
qualcosa che resti.
E ogni tanto succede.
Per pochi secondi:
qualcuno ride accanto a noi,
il sole entra in una stanza,
una mano trova la nostra —
e il mondo smette
di sembrare distante.
E senza capire come,
ci sentiamo a casa.